Started on Giugno 15, 2024


Ai fragili che sorridono ancora.”

 

 

 

 

 

Eccole le mie macerie. Tutto ciò che di me ora rimane. Quel che resta dopo la festa, dopo la mia testa rotolata nella cesta. Eccole le mie rovine. Nelle tue mani cio’ che e’ sopravvissuto al tuono e alla folgore, alla deflagrazione e alla febbre acre della terra. Qui ai tuoi piedi i miei avanzi di tempesta. Ecco le mie vele strappate le mie ven squarciate. Eccoli gli avanzi del mio corpo smembrato. Eccoli i resti del mio pazzo cuore a pezzi; pezzi di mani, pezzi di gambe, pezzi di testa, pezzi di faccia, pezzi di sorriso, pezzi di respiro spezzato, pezzi di sogni spazzati, pezzi di una casa dilaniata, pezzi di una notte spezzata, sul tappeto urlanti pezzi di me. Ecco i miei sogni rotti, i milli cocci del mio amore andato in pezzi. Raccogli tu che sei ancora integra. Credo. Raccoglimi tu che sei ancora integra. Spero. Ferita dalla mia esplosione ma ancora intatta. Vedo. Riassemblami. Ricucimi. Reincollami. Rigonfiami. Cauterizzami. Ricomponimi. Ricostruiscimi. Ma fallo piano con ogni cura e curami in seguito con ogni riguardo. Abbi cura di questi miei amabili resti perché ora sono e sarò sempre più fragile.

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