Started on Giugno 15, 2024


Quando ci lasciavamo non ci pareva di separarci, ma di andare ad attenderci altrove.”

Cesare Pavese

Portami altrove. Prendimi in braccio e portaci lontano dove saremo finalmente “Inseparabili”. Spingici oltre questo muro di piume. Costruisci col mio muto dolore ali di cemento per portarci più sù. Più in alto. Infinitamente sopra questo lago di sabbia, a guardare dall’alto nella nebbia, la pioggia salire piangendo dalla terra. Trascinami dal cuore o da quel moncone che ne è rimasto. Caricami sulle spalle e riattraversa il deserto dei mie giorni immemori, fino ad un altro quando, dove noi ritorneremo in quell’oasi di passato, dove siamo stati davvero indivisibili. Ricuciti sul mio fianco anima mia e respiriamo insieme dalle ferite per ritrovare, nelle cicatrici delle nostre lingue legate, un modo tutto nuovo di parlarci tacendo. Cercateci, ma solo se a qualcuno manchiamo davvero. Cercateci altrove, oltre il tramonto, oltre l’orizzonte, oltre il frastuono, proprio prima del tuono, proprio dopo il temporale, oltre lo sgocciolio della brina, oltre lo snocciolio delle piccole menzogne, oltre la mezzanotte, oltre le lame insanguinate e le botte, oltre gli strumenti ginecologici per donne mutate, oltre gli aghi, i camici cremisi e gli oppiacei sparsi sul parquet, oltre l’ultimo Bombay Sapphire, oltre il tuo tenue sorriso, oltre il mio scavato viso, oltre il canto, oltre ogni casa, lontano da ogni cosa… cercateci altrove ove il mondo giace e dove finalmente tace quel forte rumore di nulla.

   

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