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  • Modulo 6 - TEMPO | SMO Lab

    Modulo 6 TEMPO Uno, non toccare le lancette. Due, domina la rabbia. Tre, non innamorarti, mai e poi mai. Altrimenti, nell’orologio del tuo cuore, la grande lancetta delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle, le tue ossa si frantumeranno, e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi. - Mathias Malzieu C’è stato un tempo del nostro tempo in cui ho implorato la luna per una scintilla della sua algida luce per portartela in dono. Salii nottetempo, trovando appigli nelle stelle e le sussurrai che era per te. L’unica che io abbia cantato, l’unica che abbia davvero contato e che sempre ha fatto nel mio cuore il buono e il cattivo tempo. Ricordi? Tornai in tempo, poco prima dell’alba, per lasciartela sul cuscino, appena un attimo prima del risveglio dal tuo sonno porcino, poi scrissi sul tuo specchio incantato: “Proteggilo questo bagliore, se devi, persino con le lame che ti ho insegnato ad usare. Nascondila fin che puoi perché appena te lo vedranno brillare negli occhi verranno di notte, verranno con torce e forconi a chiedertene dazio, a volerlo per loro, bruciando ogni cosa. Verranno di notte, li vedrai dal balcone di casa, verrano a fartela pagare, quella tua volgare sguaiata felicità. Verranno anzitempo, ancora prima che tu te ne accorga, quindi non perdere tempo. Metti al sicuro quello che conta, questa scintilla, le nostre lettere scritte col sangue. Col tuo, che ho bevuto insieme ai tuoi baci in uno squallido motel. Col mio, quando ne hai dato di nuovo alle mie lacere carni di poeta. Metti in salvo i souvenir del nostro amore bandito. Perché arriverà il momento in cui lo manderanno a morire, come il caduto, con le sue schiere celesti intorno. Colpevole anche lui di non essersi inchinato al destino.” Ora quel tempo tanto temuto è arrivato e non c’è più tempo, per dirti quello che avrei dovuto e fare quello che avrei potuto. Crocifisso al muro, incapace di intendere e di volare, sono morto sotto il temporale nella città che vedi prima di morire. La vera tragedia è che di tempo ora ne avrei da vendere, per camminare con te ogni strada del mondo e darti millemila baci su ogni ponte. Ora che ne avrei di tempo, anche da perdere, per fare e disfare ogni notte l’inventario dei tuoi respiri, sperando in un tempo da lupi per stringerti ancora più forte. Ora nel tuo cuore cannibale ho fatto il mio tempo. Ho fatto di te la regina assente del mio regno in rovina, dove in questi tempi bui ammazzo il tempo cacciando mostri che ammazzano bimbi, e più passa il tempo e più lo faccio a tempo pieno. Non mi cercherai, ma sei lo facessi chiedi nella brughiera, mi chiamano Venator. L’accesso al Modulo 6 è consentito previo superamento del Modulo 5. CONTATTACI SUBITO! DIVENTA CIÒ CHE SEI!

  • Modulo 9 - SILENZIO | SMO Lab

    Modulo 9 SILENZIO Taci, gioca e il teatro verrà. - Jacques Lecoq [...] L'accesso al Modulo 9 è consentito previo superamento del Modulo 8. CONTATTACI SUBITO! DIVENTA CIÒ CHE SEI!

  • Modulo 8 - VAMPE | SMO Lab

    Modulo 8 VAMPE Ricordo che eravamo insieme. Tutto il resto l’ho dimenticato. - Walt Whitman Brucio di te. Ancora. Sempre e temo per sempre. Ardo di te. Ancora. Da un tempo che nemmeno rammento, fatto di balli a corte e guerre in posti remoti, fatto di lame nell’ombra e baci all’ombra rubati. Ricordo che in quel tempo lontano le nostre promesse incendiavano l’aria e che sotto il baldacchino in fiamme le lingue vibravano come tremule candele. Ricordo la tua pelle d’avorio “conciata dal demonio” diventare tutta rossa con i morsi della passione. Non molto altro ricordo di quando ti ero lontano, se non l’attesa di tornare da noi. Ricordo invece chiaramente ogni giorno, come se fosse quel giorno, l’ora nera nella quale ti ho perduta, perdendo a mia volta ogni umanità. Ricordo di averti stretta forte tra fumi d’incenso, di averti stretto forte per non far volar via la tua anima. Ricordo di aver lasciato sul sagrato le piume delle tue ali lese. Ricordo di aver bevuto il tuo sangue per portarlo sempre nel mio e da allora il nostro sangue mi guida. Ti ho cercata, mio angelo di fuoco, in ogni volo d’uccello nei cieli di Bucarest, in ogni soffio di vento nella mecca a Costantinopoli, nel fruscìo di ogni stoffa stesa sul Bosforo ad asciugare. Ti ho cercata nell’alito di vino rubino di ogni concubina, alle quali riversavo ogni menzogna di cui ero capace, chiamandola con il tuo nome. Ricordo ogni notte insonne dalla notte in cui un fiume ha preso il tuo nome. Notti in cui vagavo nei castelli prima, nei palazzi poi, alla ricerca di qualche traccia nell’aria di te. Così ti ho cercato in ogni goccia di assenzio versata e in ogni lacrima ti ho aspettata. Ogni secondo di ogni minuto, di ogni giorno, di ogni mese, di ogni anno, di ogni maledetto secolo lontano da te. Ho atteso che ti reincarnassi per me, che rinascessi per noi. Ho atteso fiutando nell’aria come una bestia, ho atteso nell’ombra paziente per capire il dove e il quando e ho pregato ogni demone di indicarmi tempo e lungo del tuo ritorno terreno. Ho attraversato gli oceani del tempo per trovarti. E ora che sei qui davanti a me, ora che ti ho trovata, per salvarti dal rogo, già devo perderti. Ma adesso non importa. Divoriamoci, fino all’alba facciamoci nostri. Gettiamoci tra le fiamme e dormiamo qui abbracciati. Stretti per una notte infinita. Fammi dormire sul tuo grembo e fatti stringere i fianchi per non farti volare via come nell’ultimo addio. Restiamo qui, fusi, disciolti, dal calore di questo letto di brace. Restiamo qui per l’eternità che ci promettemmo in quel tempo così lontano, quando ancora prima di nascere ci fummo promessi dal destino per essere roba nostra. Quando fummo maledetti da un dio invidioso, molto prima del tempo in cui giurammo sui nostri nomi. Sul tuo, sospirato a mezza bocca dai cherubini del cielo, e sul mio, urlato dai demoni dell’inferno. La commistione delle nostre essenze è da sempre stata una combustione. Una vampa. Così è sempre stato e così sempre sarà. L'accesso al Modulo 8 è consentito previo superamento del Modulo 7. CONTATTACI SUBITO! DIVENTA CIÒ CHE SEI!

  • Modulo 2 - SOLI | SMO Lab

    Modulo 2 SOLI No, è impossibile, impossibile comunicare ad altri la sensazione viva di un momento qualsiasi della nostra esistenza, quel che ne costituisce la verità, il significato; la sua sottile e penetrante essenza. È impossibile. Si vive come si sogna: perfettamente soli. - Joseph Conrad Solo. Come chi resta quando tutti sono andati via. Solo, come si sta quando si è tra mille occhi e non con l’unica voce che in quelle mille voci meno solo ti farebbe sentire. Solo, come si rimane davanti alla scelta tra ciò che è giusto e ciò che facile. Soli, a terra dopo l’urto, a respirare solo polvere di stelle, esplose sopra di noi in cascata. In soli ci sono capriole di luci assonnate e sguardi d’ombra nella luce ambra. In soli c’è del vino rubino, come il sangue versato e come ciò che è proibito, cremisi, come le sue labbra che da sempre sono roba tua. Soli è un calice ricolmo di colpe da condividere, di incensi al cinnamomo tra fumi di ricordi e ricordi di occasioni in fumo, di lampi di baci perduti e fotografie mai ritrovate. Ci sono promesse da mantenere e parole da consacrare, anelli da nascondere. Ci sono profumi di cose che forse e odori acri di cose che ormai. In soli ci sono persone rotte, ci sono i non amati, c’è il coraggio della paura di essere “due”, c’è un luogo e un altro ancora, c’è una strada e mani che si sfiorano, c’è un bar e lacrime che si mischiano al latte di quel the, c’è una panchina e un oceano di solitudine tra la rugiada del parco che la ospita, c’è musica assordante e luci di una festa, e quello che ne resta: una testa mozzata in un paniere. C’è una partita e un hot dog, un cinema e popcorn. Complicità inopportuna, luoghi assolati pieni di niente, c’è un letto sfatto e il sogno di dormirci abbracciati, c’è una pistola e una grata disegnata a terra dalla sbarre. Ci sono ovunque graffi sull’anima. Ci siamo noi. Davvero solo noi. L’accesso al Modulo 2 è consentito previo superamento del Modulo 1. CONTATTACI SUBITO! DIVENTA CIÒ CHE SEI!

  • Modulo 18 - CIECHI | SMO Lab

    Modulo 18 CIECHI Tu sei cieca e io sono sordo e muto: se la tua mano tocca la mia ci capiremo.” - Khalil Gibran Non vedi che il mio colore, tra il fitto fogliame di questa foresta. Rossa, come i tuoi capelli, annodata da incantesimi oscuri e fate crocifisse, ninfe violate prima e impalate poi. Qui, tu combatti e canti. Qui, tu urli il mio nome e incidi le mie lettere su ogni tronco, perché possa un giorno trovarti seguendo i segni del tuo passaggio, che rapidi i leprecauni mi celano. Qui ti cerco ma non riesco. Perché tu sei cieca mentre io sono sordo e muto. E così vaghiamo, aspettando il miracolo di scontrarci per caso o per fato che declinano la stessa maledizione. Ho sperato nell’attesa come soluzione; passerai magari da qui, ai piedi di questa nodosa quercia, dove ora sono disteso. E così ti attendo. Inciamperai su di me e finalmente cadrai tra le mie braccia. Ma sicuramente, per arcana assonanza, anche tu avrai pensato che e’ meglio attenderci che vagare invano. Forse ti sarai fermata anche tu, forse distesa come me ora, addormentata sotto il mirto che proprio ieri ho accarezzato. Così rimarremmo sentinelle della nostra e nella nostra solitudine, e al medesimo frullio di passeri vedrai, riprenderemo insieme il passo. E ci incontreremo perché tu cieca, vedi benissimo il colore ambra del mio cuore ed io sordo, sento fortissimo il battito del tuo. L'accesso al Modulo 18 è consentito previo superamento del Modulo 17. CONTATTACI SUBITO! DIVENTA CIÒ CHE SEI!

  • Modulo 21 - ALIENI | SMO Lab

    Modulo 21 ALIENI Esistono due possibilità: o siamo soli nell’universo o non lo siamo. Entrambe sono egualmente terrificanti.” - Arthur C. Clarke Alieno. Così mi sento. Quando da fuori mi guardo ridere, correre, parlare o ascoltare. Soffrire, scrivere, piangere o ballare. Spingere, annusare, fuggire o lottare. Prendere, lasciare, fottere o amare. Alieno al mondo che mi ospita insieme ad altri ostili coinquilini abito quest’uomo con contratto ad equo canone pagando la pigione con l’unica moneta in corso tra gli umani: l’indifferenza. Così mi sento davanti al mio corpo nudo alle specchio. Indifferente. dentro il mio corpo sotto la doccia. Indifferente davanti al suo biondo e insonne tra lenzuola color nostalgia. Alieno ora dentro il mio gonfio involucro che nel fiume galleggia livido alieno alle mie mani che carezzano mio figlio alieno a mio figlio e alle grigie pareti di questo ospedale alieno alla luce che non mi ricorda la pace ma sangue caldo e brace alieno alla notte che non mi ricorda il sonno e le stelle ma solo una barella d’acciaio in cui li visti distesi alieno mentre chiudo le palpebre e seduto a bordo del letto mi osservo osservare il soffitto mentre fingo di dormire Alieno al mio dita che indica una costellazione lontana che un giorno ancor più lontano ero solito chiamare casa. L'accesso al Modulo 21 è consentito previo superamento del Modulo 20. CONTATTACI SUBITO! DIVENTA CIÒ CHE SEI!

  • Recitazione cinematografica junior | SMO Lab

    Corso di recitazione cinematografica per bambini Il corso di Recitazione cinematografica Junior ha come scopo quello di far apprendere ai nostri più giovani attori tutti i meccanismi del mondo del cinema e le dinamiche del set. Il programma di studio è lo stesso del corso di recitazione cinematografica per i più grandi, chiaramente adattato alla giovane età dei partecipanti, sia negli acting, scelti per le prove pratiche, sia per la terminologia, utilizzata per spiegare loro le tecniche della recitazione cinematografica. I nostri allievi impareranno ad analizzare una scena cogliendone i punti salienti e saranno in grado di costruire personaggi credibili davanti alla macchina da presa, individuando nella sceneggiatura obiettivi, ostacoli, quarte pareti, antefatti, ecc. Scopriranno il set giocando al grande gioco del cinema, mettendosi davvero all’opera. Gli acting selezionati prevedono lavori su rapporti paritetici (scene con i loro coetanei) ma anche su legami di tipo genitoriale (scene con alunni del corso ragazzi/adulti) così da utilizzare il cinema, che è anche rappresentazione del quotidiano, come mezzo per metterli a conoscenza dei grandi temi della vita. In questo modo i nostri giovani alunni avranno la possibilità di conoscerli, comprenderli ed elaborarli. Inoltre il set, fatto di regole e disciplina, svilupperà in loro la capacità di concentrazione e di attenzione essendo chiamati a ripetere le loro azioni, sempre con pazienza e ispirazione, educandoli così allo “spirito creativo”. A fine annualità verrà realizzato uno showreelpersonalizzato per ogni attore, utilizzando anche la tecnica del green screen. La pratica sul set è fondamentale perchè i bambini sono ormai parte integrante di qualsiasi produzione, televisiva o cinematografica. Negli ultimi anni la richiesta occupazionale di giovani attori è cresciuta in maniera esponenziale e talvolta le casting director, che mensilmente frequentano la nostra scuola, sono alla ricerca di giovani profili professionali direttamente allo S.M.O., convocandoli a provino. Con questo corso, se vorranno, i nostri giovani attori potranno proporsi con più sicurezza in ambiti professionali perchè, a differenza di molti coetanei, saranno già a conoscenza delle metodologie di lavoro con la camera, e potranno tentare, se avranno voglia e passione, di fare di questo hobby il loro futuro lavoro. CONTATTACI SUBITO! DIVENTA CIÒ CHE SEI!

  • Actors studio | SMO Lab

    Actors Studio Gli Actors studio sono le classi d’elite dei laboratori SMO. La loro frequentazione è aperta esclusivamente agli attori diplomati allo S.M.O. o ai diplomandi del quarto anno Master, che abbiano completato parallelamente almeno un biennio del percorso triennale di recitazione cinematografica. In genere le classi vengono aperte ogni tre anni. Negli Actors studio si lavora principalmente sugli acting privilegiando scene di coppia di qualunque tipo o rapporto. Gli acting sono selezionati dai trainer, attingendo dalle più moderne e attuali produzioni cinematografiche o teatrali, ma sovente si lavora anche su scene proposte direttamente dai partecipanti. Questo avviene, generalmente, in base agli impegni di lavoro degli attori frequentanti (provini o scene da girare). Gli Actors studio infatti sono una palestra permanente dedicata ad attori formati, che hanno intrapreso o stanno per intraprendere, un percorso professionale e che hanno bisogno di monitorare costantemente i loro progressi. Vengono per questo affrontate problematiche “attoriali”, perfezionando il processo di “naturalizzazione” e utilizzando tutto ciò che si è appreso negli anni di laboratorio. Gli ingaggi delle scene sono complessi, il lavoro mnemonico impegnativo (la memoria va allenata come qualunque altro muscolo), tutte le tecniche devono essere a portata di mano dei frequentanti che possono così sceglierle in base alla necessità, così come si sceglie una cravatta. Metodo Cechov, Sistema Stanislavskij, Straniamento Brechtiano, tagli, urgenze, analisi delle scene, grammatica testuale, etc… Il bagaglio fondamentale di ogni attore nella sua interezza e completezza; tutto ciò che serve, quando serve, nella misura in cui serve. La classe di Actors studio è l’ultimo livello, il più duro, è un banco di prova costante nel quale la crescita in termini di reattività, problem solving, interazione con il partner e velocità di accesso alle emozioni non ha eguali. Questo grazie ad acting e simulazioni per la riduzione dei tempi di reazione, un check costante su psicotecnica e memorie emotive per continuare lavorare su sé stessi, una profonda analisi testuale e la scelta degli strumenti più idonei per affrontare il lavoro. La crescita professionale è esponenziale ed è garantita da un feroce e spietato lavoro mirato ai processi creativi e improvvisativi. In qualunque ambito professionale, una volta formati, non si dovrebbe smettere di studiare, che sia per mantenere inalterate le proprie capacità tecniche o, come dovrebbe essere più indicato, per continuare a migliorare. Quindi come per gli atleti, con le loro discipline o i musicisti, con il loro strumento, gli attori devono quotidianamente esercitarsi. Un attore studia tutta la vita perché fortunatamente la sua carriera non termina ad un età prestabilita e ci sono sempre ruoli per ogni età. La recitazione è una disciplina che va mantenuta “fluida”, per farlo deve essere praticata costantemente, evitando così i processi di atrofia emotiva e irrigidimento psico-fisico che renderebbero più difficoltosi gli obiettivi di naturalizzazione e semplificazione. Recitare con semplicità infatti è una cosa molto complessa e la naturalezza espressiva si raggiunge solo al termine di un lungo e delicato percorso di destrutturazione. Gli Actors studio mantengono gli attori autentici e veri, facendo rinnovare quotidianamente il patto di fiducia inscindibile tra loro e il “vero”. È la verità infatti che un attore deve essere capace di cogliere e offrire in dono a sè stesso e agli altri, in un processo catartico in cui la propria “ferita” deve essere sempre stimolata e accessibile, perché Il recitare non ha davvero nulla a che fare con il fingere! CONTATTACI SUBITO! DIVENTA CIÒ CHE SEI!

  • Modulo 12 - CARNE | SMO Lab

    CONTATTACI SUBITO! Modulo 12 CARNE Ho scoperto che il corpo sa cose che la testa non sa ancora. - Jaques Le Coq Questa mia carne è tua. Nutritene perchè è tua. Perchè è carne consacrata, fibra tremula tra le tue mani inabitabili. Bruciala, perchè ti scaldi quando algido ruggisce il gelo. Ardila sul braciere dei tuoi neri occhi immemori. Ascoltala, perchè urla nel silenzio di piccole cortesie, nell’immensità di piccolissime dolcezze invisibili, per noi tanto importanti. Usala perchè ti appartiene. E’ lingua crocifissa per il tuo solo vanitoso sollazzo. Per la tua fulgida gloria segreta. Per leggere queste parole nel buio di lunghe notti senza riposo. Percuotila, forte, con le caviglie maestose da puledra, se credi che stia usando vecchie parole per nuove promesse. Lacerala, come e quando vuoi, perchè è tua. Perchè è cuore consacrato dai tuoi baci che sanno di vino divino, dalla voce del tuo perenne e sordo silenzio tigrato. Affogala, se diviene un peso, perchè è ancora d’acciaio e giace ferma nel suo restare immobile con i pori spalancati solo su di te. Umiliala. Graffiala. Usala per darti piacere, estasi o dolore perchè è carne da cannone, sotto il giogo dei tuoi mille giochi e così lo sarà fino alla sua polvere. Oppure sposta il veleno che oscura le tue vesti e offusca i tuoi desideri e amala con semplicità, come solo tu, complicata dalla tua discendenza celesta, sai essere. Ma amala piano, senza far troppo rumore, in questo tremore di alberi, perchè è carne consacrata. In segreto per sempre a te. Amala sempre, perché anche se non sappiamo cosa farne, siamo carne della nostra carne. L’accesso al Modulo 12 è consentito previo superamento del Modulo 11. DIVENTA CIÒ CHE SEI!

  • Recitazione cinematografica | SMO Lab

    Corso di recitazione cinematografica Frequentare il corso di recitazione cinematografica è la “condicio sine qua non” fondamentale per coloro che intendono formarsi professionalmente e intraprendere il mestiere dell’attore. La nostra scuola è frequentata mensilmente da Casting Director e Agenzie, che riconoscono il lavoro in camera come unico strumento di conoscenza dell’attore. Date le numerose opportunità di visibilitàche questo implica, diviene indispensabile imparare a relazionarsi rapidamente e nel corretto modo con la telecamera, per essere immediatamente impiegabili sui set. Motivo per il quale il percorso si svolge su due livelli, teorico e pratico, integrando a nozioni estremamente analitiche, continui acting in camera, sulle tecniche che di volta in volta vengono apprese. Gli aspetti affrontati sono molteplici: dall’approccio “in minore” alle insidie dell’overacting, dagli assi alle dinamiche dei controcampi, dai “segni” al pianto tecnico, gli studenti conosceranno tutte le “regole” che la recitazione cinematografica richiede. Il mestiere dell’attore è profondamente mutato nel corso degli anni, passando da un’azione espressiva, esplosiva e rappresentativa ad un lavoro realistico ed implosivo, detto “natural”. Il corso di recitazione cinematografica tende quindi a far apprendere nella sua interezza quest’ultimo modo di lavorare, ricordando sempre che la naturalezza giunge al termine di un lungo processo di destrutturazione, non al principio. Attraverso la continua sperimentazione, si andranno a correggere atteggiamenti e micromovimenti erronei, tipici di quando si calibra la propria performance attoriale in relazione alla macchina da presa. Gli alunni prenderanno sempre più coscienza delle differenze e delle contiguità tra la recitazione teatrale (più portata e proiettiva) e quella naturale (più piccola e intima) fino ad arrivare alla necessità di “tagliare” il loro acting. La telecamera coglie infatti i nostri monologhi interiori, i nostri oggetti interiori, e vede realmente ciò che sentiamo. Come accade nel nostro quotidiano, i nostri stati d’animo non sono monodimensionali, così anche i personaggi che interpreteremo pronunceranno battute nelle quali si avvertiranno sentimenti spesso distanti o addirittura in opposizione a quelli rilevati dalla mera analisi della sceneggiatura. La qualità e la quantità di questi mood costituiscono la recitazione che nella pedagogia di Mancini viene definita come “tagliata”. Questo strumento è un preziosissimo alleato per non incappare nel pericolo di costruire personaggi distanti dalla realtà, evitando quindi “flat character” e “flat acting”. Si passerà quindi dalla “recitazione tagliata” alle transizioni emozionali, dallo studio sulle gamme alle costruzioni verticali e orizzontali dei personaggi, dai centri motori alla prossemica, e ancora “fight” e bolle energetiche, “sostituzioni” e antefatti. Curando in maniera particolareggiata la capacità di poter evocare stati d’animo e atmosfere totalmente scollegate dalla cronologia narrativa, poichè la natura del lavoro sul set impedisce di avere uno sviluppo emotivo consequenziale, come avviene a teatro, quindi gli attori devono essere in grado di espletare ingaggi emozionali circoscritti al mood del momento. Si andrà così a svelare tutto ciò che è necessario per trovare una via di dialogo, costante e privilegiata, tra una mente “fredda” e un cuore “caldo”. Per recitare in camera infatti c’è bisogno di una sinergia, in cui l’impeto estemporaneo più ardito e coraggioso e la razionalità straniata più ferrea, cooperino insieme per trovare un’efficace ripetizione e standardizzazione performatica, sul set, in sede di provino e perchè no, sul palco. Urgenza, Tragic flow, Mirror, Sostituzione, Blind side, Connection, devono poggiarsi sempre su solidissime basi teoriche e tecniche, così da non essere solo parole cristallizzate in dottrina ma diventando la spina dorsale della costruzione di ogni scena e di ogni personaggio, per far sì che l’ispirazione e lo spirito creativo siano solo un dono addizionale imprevisto, piuttosto che un’incostante ipotesi di messa in scena. Il programma triennale del corso di recitazione cinematografica prevede un primo anno base, un secondo nel quale si arriva finalmente allo stile “natural”, e un terzo anno prettamente rivolto a lavori di acting in camera. Al termine di ognuna delle tre annualità, previste dal piano di studi, verrà realizzato uno Showreel, personalizzato per ogni frequentante, utile per intraprendere i primi passi in ambito professionale e trovare un’agenzia o, qualora già “in arte”, per rinnovare il proprio profilo professionale. La cadenza del corso prevede un incontro settimanale da tre ore. Le annualità sono sovrapponibili ed è possibile seguirle contemporaneamente. CONTATTACI SUBITO! DIVENTA CIÒ CHE SEI!

  • Modulo 1 - URTO | SMO Lab

    Modulo 1 URTO Nulla che sia grande entra nella vita dei mortali senza una maledizione. - Socrate Il Modulo Uno è l’incontro e lo scontro con l’altro e l’altra faccia del pianeta Io. E’ l’attrazione delle sue maree celesti e l’eruzione dei suoi vulcani purpurei. L’Urto è il tuono e la quiete gravida di folgori che lo precede. E’ lo studio della struttura più intima del silenzio che ne consegue, è l’autopsia dell’attesa e l’anatomia dei desideri, è ciò che manifesto, il ritrovamento di ciò che era stato sapientemente dimenticato, è il disvelamento di ciò che era stato solo superficialmente sepolto. L’Urto è un diluvio di sangue e baci, un treno che deraglia per un petalo sul binario, è un cargo ribaltato che trasporta colombe e miele. Il Modulo Uno è l’Urto nel buio di cose che sanno di casa e cose antiche, è il buio stesso che ci sussurra parole d’amore, è la paura e la distillazione della recitazione in centri d’attenzione da accendere e spegnere, è la parola che si disidrata per lasciare spazio ad un assordante “non detto”. In Urto c’è una porta con dietro chissà quali presagi, un libro di pagine bianche, la china e l’inchiostro dissolto sotto piedi immacolati in fuga. Nel Modulo Uno c’è una porta da aprire per interrompere qualcosa, c’è una porta da sfondare dove abbiamo rinchiuso qualcuno o sei semplicemente ci sei tu, che continui a spingere una porta con su scritto “tirare”. E’ l’urto della spallata per sfondarla. Poi l’incontro… Forse un abbraccio, forse uno schiaffo, forse una promessa, forse nulla. Il Modulo Uno canta corpi esposti che si avvicinano con occhi e mani tremanti. Conta i nomi dei corpi. Nomi sussurrati come una preghiera, urlati al cielo come maledizioni, annusati come pane appena sfornato o masticati e manducati come tozzi raffermi. Nomi dolci in bocca come miele o sputati in terra come fiele. Nomi crocifissi in lampi neri e verticali, nomi spezzati e nomi caduti sotto piedi dove intorno ogni cosa è distrutta e danza. Danza lieve su un cesto di gesti, danza feroce sulle ceneri dei giorni andati. Danza indolente su sacrari imbiancanti, su corpi di attori spogliati, danza scegliendo il passo e la misura, il tempo e la cadenza. Danzerete insieme questo rebetiko, abbracciati con gli occhi socchiusi, meri passeggeri nei vostri corpi rinchiusi. Danzando, le fiamme penetrano ogni fibra. Danzando, gli sguardi fendono l’aria come lame. Tra paura e perdono, tra colpe e rimorso, fradici di sudore angelico e odore acre di tradimento. Nel Modulo Uno si apprendono sulla propria pelle i protocolli della verità. Tatuati dal terrore tutto ci urta, nulla ci è innocuo, la percezione muta ed è così che il cuore impara a resiste agli urti. Forse a quelli di ieri, probabilmente a quelli di oggi, sicuramente a quelli di domani. L’accesso al Modulo 1 è consentito previo superamento del Modulo 0. CONTATTACI SUBITO! DIVENTA CIÒ CHE SEI!

  • Recitazione junior | SMO Lab

    Corso di recitazione per bambini Il Corso di Recitazione Junior per piccoli attori (dai 7\8 anni agli 11\12 anni) è il nostro fiore all’occhiello. Il programma di studio che svolgiamo con loro è il medesimo di quello che effettuiamo nelle altre classi di recitazione, ragazzi e adulti. Chiaramente la metodologia è adattata alla giovanissima età dei partecipanti ma è un corso di recitazione a tutti gli effetti. Non un servizio di baby-sitting, né un parco giochi, ma un corso professionale nel quale si impara e si cresce davvero, in cui di ludico c’è soltanto il mezzo, non il fine. Come per ogni corso dello S.M.O. il check bimestralepermette di confermare e rinnovare il proprio entusiasmo e la propria partecipazione. Non c’è nessun impegno a terminare annualità o triennalità, infatti scegliere periodicamente se continuare o meno il percorso intrapreso, permette a tutti i nostri utenti, quindi anche ai nostri attori più giovani, di comprendere se il corso risponde o meno alle proprie esigenze. La fase della crescita costituisce un momento delicato, nel quale si comincia a rivolgere l’attenzione anche al di fuori del nucleo familiare, cercando nuovi interessi, stimoli e rapporti umani. La recitazione diventa pertanto un valido supporto per incanalare l’energia (spesso in esubero in tali processi) verso una passione sana da condividere con i suoi coetanei. Nella prima fase laboratoriale il bambino prenderà confidenza con il gruppo, aiutato dal lavoro collettivo nel quale l’individualità si frantuma. Mentre conosce gradualmente i suoi giovani compagni di corso, impara a fidarsi e affidarsi. Si crea così un ambiente di lavoro sereno e familiare che gli permetterà di cominciare ad esporsi individualmente, accrescendo la self-confidence e mettendo da parte la paura e la timidezza. Questa è la fase più delicata dell’intero laboratorio di primo anno nel quale si utilizzano le tecniche di “esposizione controllata”, “stimolo alla risposta” e “spostamento del centro dell’attenzione”. Mentre ci si espone individualmente si hanno sempre più mezzi tecnici per farlo, abbassando notevolmente l’ansia performatica, apprendendo come concentrarsi esclusivamente su quelli che sono i compiti della scena e imparando quindi a fare letteralmente “il vuoto intorno”. Questa fase permetterà inoltre al giovane attore che intraprende il corso di rapportarsi con sempre maggiore rilassatezza con i suoi coetanei e con un “pubblico”, sviluppando un sano senso di socialità e iniziando a definire una nuova immagine di sé, più centrata e reattiva, rafforzando notevolmente la sua autostima. La fantasia e lo spirito creativo sono costantemente stimolati in un lavoro in cui i bambini sono sempre in relazione diretta con i loro sentimenti, confrontandosi emotivamente con sé stessi e con gli altri. Le materie di studio trattate (educazione della voce e del corpo, espressione mimica e prossemica, biomeccanica della maschera neutra, scherma teatrale, tecniche di rilassamento, movimento scenico, ear-training, modulazione, articolazione e fonazione della voce, analisi testuale, improvvisazione…) aiutano il bambino di oggi ma sopratutto faranno davvero la differenza per l’uomo di domani, poiché non c’è una sola disciplina affrontata che non tornerà utile in qualsiasi professione si scelga nella vita, non necessariamente il mestiere dell’attore. Con un percorso di teatralizzazione si acquisisce un bagaglio di esperienze indispensabile, lavorando sulla propria sensibilità e sull’empatia, mettendosi in relazione con i propri sentimenti, e costruendo una versione di sè sempre più sicura e centrata. Motivo per il quale, in molti paesi più “illuminati” del nostro, è pratica abitudinaria affiancare un percorso di studi teatrali a qualunque altra formazione professionale fin dalla più tenera età. L’obiettivo finale del nostro corso è quindi stimolare nei piccoli non tanto la passione per il teatro ma l’amore per un processo di “teatralizzazione” di sé, crescendo con il grande gioco della recitazione (solo nella lingua italiana assume un suono così pesante e sinistro, in molte altre lingue viene assimilato al verbo giocare, “to play” in inglese, “jouer” in francese etc…). Nei nostri percorsi di formazione la tecnica non è mai fine a sè stessa e gli allievi sono chiamati a metterla in pratica sul palcoscenico fin dal primo anno, partecipando all’allestimento e alla messa in scena di uno spettacolo teatrale in cui ognuno di essi è in grado di mettersi alla prova e di esprimersi al meglio. A questo proposito è da non sottovalutare l’importanza della messa in scena di uno spettacolo basato sulla coralità della struttura e la frammentazione dei personaggi, presupposto fondamentale del nostro laboratorio, che permette ad ogni partecipante di sentirsi protagonista, rispettando l’unicità del singolo sempre in relazione ad un tutto. Il corso è a cadenza unisettimanale. CONTATTACI SUBITO! DIVENTA CIÒ CHE SEI!

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