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Modulo 18
CIECHI

Tu sei cieca e io sono sordo e muto: se la tua mano tocca la mia ci capiremo.” 

 

- Khalil Gibran

Non vedi che il mio colore tra il fitto fogliame di questa foresta. Rossa, come i tuoi capelli, annodata da incantesimi oscuri e fate crocifisse, ninfe violate prima e impalate poi. Qui tu combatti e canti. Qui tu urli il mio nome e incidi le mie lettere su ogni tronco, perché possa un giorno trovarti seguendo i segni del tuo passaggio, che rapidi i leprecauni mi celano. Qui ti cerco, ma non riesco. Perché tu sei cieca, mentre io sono sordo e muto. E così vaghiamo, aspettando il miracolo di scontrarci per caso o per fato, che declinano la stessa maledizione. Ho sperato nell’attesa come soluzione; passerai magari da qui, ai piedi di questa nodosa quercia, dove ora sono disteso. E così ti attendo. Inciamperai su di me e finalmente cadrai tra le mie braccia. Ma sicuramente, per arcana assonanza, anche tu avrai pensato che è meglio attenderci che vagare invano. Forse ti sarai fermata anche tu, forse distesa come me ora, addormentata sotto il mirto che proprio ieri ho accarezzato. Così rimarremmo sentinelle della nostra e nella nostra solitudine e, al medesimo frullio di passeri, vedrai, riprenderemo insieme il passo. E ci incontreremo perché tu, cieca, vedi benissimo il colore ambra del mio cuore e io, sordo, sento fortissimo il battito del tuo.

DIVENTA CIÃ’ CHE SEI!
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