

Corso di recitazione cinematografica
Frequentare il corso di recitazione cinematografica è la “condicio sine qua non” fondamentale per coloro che intendono formarsi professionalmente e intraprendere il mestiere dell’attore. La nostra scuola è frequentata mensilmente da Casting Director e Agenzie, che riconoscono il lavoro in camera come unico strumento di conoscenza dell’attore. Date le numerose opportunità di visibilitàche questo implica, diviene indispensabile imparare a relazionarsi rapidamente e nel corretto modo con la telecamera, per essere immediatamente impiegabili sui set. Motivo per il quale il percorso si svolge su due livelli, teorico e pratico, integrando a nozioni estremamente analitiche, continui acting in camera, sulle tecniche che di volta in volta vengono apprese. Gli aspetti affrontati sono molteplici: dall’approccio “in minore” alle insidie dell’overacting, dagli assi alle dinamiche dei controcampi, dai “segni” al pianto tecnico, gli studenti conosceranno tutte le “regole” che la recitazione cinematografica richiede. Il mestiere dell’attore è profondamente mutato nel corso degli anni, passando da un’azione espressiva, esplosiva e rappresentativa ad un lavoro realistico ed implosivo, detto “natural”. Il corso di recitazione cinematografica tende quindi a far apprendere nella sua interezza quest’ultimo modo di lavorare, ricordando sempre che la naturalezza giunge al termine di un lungo processo di destrutturazione, non al principio. Attraverso la continua sperimentazione, si andranno a correggere atteggiamenti e micromovimenti erronei, tipici di quando si calibra la propria performance attoriale in relazione alla macchina da presa. Gli alunni prenderanno sempre più coscienza delle differenze e delle contiguità tra la recitazione teatrale (più portata e proiettiva) e quella naturale (più piccola e intima) fino ad arrivare alla necessità di “tagliare” il loro acting. La telecamera coglie infatti i nostri monologhi interiori, i nostri oggetti interiori, e vede realmente ciò che sentiamo. Come accade nel nostro quotidiano, i nostri stati d’animo non sono monodimensionali, così anche i personaggi che interpreteremo pronunceranno battute nelle quali si avvertiranno sentimenti spesso distanti o addirittura in opposizione a quelli rilevati dalla mera analisi della sceneggiatura. La qualità e la quantità di questi mood costituiscono la recitazione che nella pedagogia di Mancini viene definita come “tagliata”. Questo strumento è un preziosissimo alleato per non incappare nel pericolo di costruire personaggi distanti dalla realtà, evitando quindi “flat character” e “flat acting”. Si passerà quindi dalla “recitazione tagliata” alle transizioni emozionali, dallo studio sulle gamme alle costruzioni verticali e orizzontali dei personaggi, dai centri motori alla prossemica, e ancora “fight” e bolle energetiche, “sostituzioni” e antefatti. Curando in maniera particolareggiata la capacità di poter evocare stati d’animo e atmosfere totalmente scollegate dalla cronologia narrativa, poichè la natura del lavoro sul set impedisce di avere uno sviluppo emotivo consequenziale, come avviene a teatro, quindi gli attori devono essere in grado di espletare ingaggi emozionali circoscritti al mood del momento. Si andrà così a svelare tutto ciò che è necessario per trovare una via di dialogo, costante e privilegiata, tra una mente “fredda” e un cuore “caldo”. Per recitare in camera infatti c’è bisogno di una sinergia, in cui l’impeto estemporaneo più ardito e coraggioso e la razionalità straniata più ferrea, cooperino insieme per trovare un’efficace ripetizione e standardizzazione performatica, sul set, in sede di provino e perchè no, sul palco. Urgenza, Tragic flow, Mirror, Sostituzione, Blind side, Connection, devono poggiarsi sempre su solidissime basi teoriche e tecniche, così da non essere solo parole cristallizzate in dottrina ma diventando la spina dorsale della costruzione di ogni scena e di ogni personaggio, per far sì che l’ispirazione e lo spirito creativo siano solo un dono addizionale imprevisto, piuttosto che un’incostante ipotesi di messa in scena. Il programma triennale del corso di recitazione cinematografica prevede un primo anno base, un secondo nel quale si arriva finalmente allo stile “natural”, e un terzo anno prettamente rivolto a lavori di acting in camera. Al termine di ognuna delle tre annualità, previste dal piano di studi, verrà realizzato uno Showreel, personalizzato per ogni frequentante, utile per intraprendere i primi passi in ambito professionale e trovare un’agenzia o, qualora già “in arte”, per rinnovare il proprio profilo professionale. La cadenza del corso prevede un incontro settimanale da tre ore. Le annualità sono sovrapponibili ed è possibile seguirle contemporaneamente.
