


Amore e Psiche
Un aviatore in volo sopra il deserto del Sahara è costretto da un’avaria ad atterrare nel mezzo del nulla. Pensa di essere solo sotto il cielo trapunto di stelle, lontano mille miglia dalla civiltà. Quando all’improvviso, una voce lo sorprende: «Disegnami una pecora!». A parlare è un bambino, il principe del lontano asteroide B 612, su cui viveva in compagnia di tre vulcani e una rosa, piccola e vanitosa. Di lì è partito per un lungo viaggio attraverso il cosmo, durante il quale ha incontrato tanti bizzarri personaggi – un re solitario, una vanitosa che loda solo sé stessa, un’ arida businessman, un ubriacone che beve per dimenticare, uno zelante lampionaio e due geografi, imparando da ciascuno le piccole grandi verità che compongono il mosaico della saggezza umana. Approdato infine sulla terra viene avvicinato da una volpe che gli chiede di essere addomesticata e gli rivela il segreto più prezioso: quello dell’amicizia. Ma al termine del racconto è tempo per l’uomo e per il bambino di separarsi: il piccolo principe deve far ritorno dalla sua rosa. Non prima di aver fatto dono al pilota del suo sorriso e di un confortante messaggio: ogni volta che alzerà lo sguardo verso le stelle, saprà che lassù c’è un piccolo principe che veglia la sua rosa. Il filo conduttore della storia è espresso nel segreto che la volpe racconta al piccolo principe: “Solo con il cuore si vede bene: l’essenziale è invisibile agli occhi”. La storia invita gli spettatori a guardare oltre le apparenze superficiali e a cercare la bellezza e il significato nella vita. Incoraggia anche a coltivare relazioni sincere e profonde con gli altri, soprattutto con coloro che sono diversi da noi. Ma è anche una rappresentazione della bellezza e della poesia della vita, un’esplorazione della natura umana e della solitudine, un monito a ricercare la felicità nelle cose più semplici e nell’amore e nelle relazioni umane. Un invito a considerare il mondo con occhi nuovi e a cercare un senso più profondo nella vita, ma anche a guardare ai bambini e a prenderli da esempio: il Piccolo Principe rappresenta l’innocenza, la purezza e l’amore, mentre gli adulti che incontra nei suoi viaggi rappresentano l’avidità, la vanità e l’indifferenza. I nostri piccoli grandi attori affrontano la messa in scena dopo un laboratorio formativo atto a sviluppare ed ampliare la propria percezione di sé ed empatizzare con “l’altro” che sia il compagno di corso con il quale sta costruendo lo spettacolo, o semplicemente una persona diversa da noi cosi come fa proprio il Piccolo Principe nel suo straordinario viaggio. Attraverso la frantumazione dei personaggi tutti i nostri giovani attori sono di scena in scena piccoli principi e rose, ubriaconi e uomini d’affari, re e lampionai, e anche spettatori stessi della loro performance., che tutto è , dato l’apparato scenotecnico che un saggio di fine anno ma un vero spettacolo con archetti e proiezioni, con attori adulti con i quali recitare e un severo piano luci da rispettare. Nulla ci rende più emozionati e fieri del nostro lavoro se non quello con i nostri più giovani attori e vederli crescere e sbocciare come la Rosa della storia , petalo dopo petalo, giorno dopo giorno, con amore.










