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La canzone di Hadeel

“La canzone di Hadeel”, da cui lo spettacolo prende il nome, è una struggente poesia della libanese Hanan Ashrawi che descrive attraverso gli occhi di una bambina le sofferenze del popolo palestinese. Il punto di vista di una giovane fanciulla di fronte agli orrori della guerra ha mosso la scelta di affidare proprio a dei giovani attori la “mise en espace” di alcune tra le più commoventi poesie contro le guerre. Una lunga scia di sangue che unisce tempo, spazio e popoli: l’Argentina dei generali con i suoi desaparecidos, la guerra civile spagnola con l’ascesa di Franco, le atrocità dell’Olocausto in Germania e Praga con la sua primavera. Gli autori di questa toccante galleria si fanno coraggiosi portavoce e testimoni partecipi, da Neruda con la furiosa “I nemici” e la nostalgica “Explico algunas cosas!” a Joyce Lussu, sua la straziante “C’è un paio di scarpette rosse”, da Bertold Brecht, presente con la monumentale “La moglie ebrea” e l’ironica “Avevo un fratello aviatore”, a Khaled Fouad Allam autore della lucida e straordinaria “Lettera ad un Kamikaze”, passando per la sarcastica “Ninna nanna della guerra” di Trilussa e la Sarayevo in fiamme di J. Toby in “Pasqua 1999”, fino alla speranzosa “Scatola dei colori” di Tail Shurek. La coesione e la continuità stilistico-narrativa dell’allestimento è garantita da “quadri” tematici che accordano, in un sol canto, voci diverse, così lontane eppure così vicine. La tecnica della frantumazione dei personaggi, permette di dare luce a “suite” corali e l’allestimento “multimediale” facilita la strada verso i cuori e le menti degli spettatori, stimolati quindi da parole, suoni, musiche ed anche immagini. Un video wall con proiezioni manda sapienti montaggi tematici della scena affrontata per aiutare a completare la fruizione e l’immersione nello spettacolo. Attraverso la poesia, il lavoro di gruppo e la condivisione delle esperienze con i propri compagni, i nostri giovani attori affrontano l’impegno di un teatro civile che smuove le coscienze e forse restituisce all’arte uno dei suoi principali scopi: permettere agli spettatori e agli attori di mettersi in contatto con temi universali. In questo caso la sofferenza, la guerra, ma soprattutto l’importanza della pace, perchè il teatro è canto e discanto delle umane esperienze, che lega in un unico afflato tutti gli uomini. La Canzone di Hadeel è uno spettacolo forte come la più dolce delle carezze sul cuore.

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