

Modulo 22
FRAGILI
Ai fragili che sorridono ancora.
​
- Mattia Ollerongis
Eccole, le mie macerie. Tutto ciò che di me ora rimane. Quel che resta dopo la festa, dopo la mia testa rotolata nella cesta. Eccole, le mie rovine. Nelle tue mani ciò che è sopravvissuto al tuono e alla folgore, alla deflagrazione e alla febbre acre della terra. Qui, ai tuoi piedi, i miei avanzi di tempesta. Ecco le mie vele strappate, le mie vene squarciate. Eccoli, gli avanzi del mio corpo smembrato. Eccoli, i resti del mio pazzo cuore a pezzi; pezzi di mani, pezzi di gambe, pezzi di testa, pezzi di faccia, pezzi di sorriso, pezzi di respiro spezzato, pezzi di sogni spazzati, pezzi di una casa dilaniata, pezzi di una notte spezzata, sul tappeto, urlanti pezzi di me. Ecco i miei sogni rotti, i mille cocci del mio amore andato in pezzi. Raccogli tu, che sei ancora integra. Credo. Raccoglimi tu, che sei ancora integra. Spero. Ferita dalla mia esplosione, ma ancora intatta. Vedo. Riassemblami. Ricucimi. Reincollami. Rigonfiami. Cauterizzami. Ricomponimi. Ricostruiscimi. Ma fallo piano, con ogni cura, e curami in seguito con ogni riguardo. Abbi cura di questi miei amabili resti, perché ora sono e sarò sempre più fragile.
