

Modulo 0
Modulo.
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Come il Lem o il Lender che si poggia incerto per la prima volta su un pianeta sconosciuto. Un pianeta che scoprirete essere voi.
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0.
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Come il termine ultimo del conto alla rovescia che fin qui vi ha portato. Che richiama per assonanza il “vuoto” in arabo, o l’indiana rappresentazione dell’universo prima della sua trasformazione nel mondo delle apparenze e quindi il nulla, la non esistenza, il vuoto. Il nostro vuoto. Vuoto a perdita d’occhio, fino a dove il vuoto stesso si perde e nulla trova se non vuoto pieno di nulla. Meglio chiamato “Zefiro”. Come il vento che soffia sulle mura di Jericho, inutilmente erette a difesa di mostri, che di cenere di sogni e carni lacere di attori si nutrono.
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Il Modulo 0 è quello che c’è prima di ogni respiro, prima della prima sillaba balbettata, prima del primo verbo recitato, prima di tutto, prima di voi e prima di noi. È il primo vagito. Il primo atto di un attore. È ciò che viene prima dei presagi, prima delle incantagioni, prima delle tentazioni della menzogna, prima delle lusinghe della finzione, prima del veleno della vanità. Il Modulo 0 vi dirà chi siete, come vi vedete e come il mondo terzo vi percepisce. Il Modulo 0 vi porterà all’epifania del vostro vero ruolo nella storia, alla scoperta del vostro posto nel mondo, insegnandovi le strategie per abitarlo e indossarlo. Il Modulo 0 è la scoperta dell’altro, dello sconosciuto che ogni giorno ci giudica da ogni specchio, di quell’estraneo a noi tanto familiare, che custodiamo nel mistico labirinto di vene, fibre, ossa e tendini che risponde al nostro fragile nome. Che è il nome di un pianeta sconosciuto che ospita grazie al Modulo 0 i nostri primi tremuli passi.
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Questo e troppo altro è il Modulo 0 e alla fine del Modulo 0 cominciate voi!
