

Modulo 4
TAGLI
Noi scrittori e artisti lavoriamo nelle tenebre, e come ciechi soppesiamo l’oscurità.
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- José Saramago
Ora corro a gambe levate nell’ora più buia. A cuore lavato taglio dai campi di miglio, corro per miglia oltre il bosco di tigli. Taglio i ponti con il mio doppelgänger, taglio il traguardo ma arrivo secondo, come il primo degli ultimi.
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Taglia il nastro il mio io più veloce, senza dubbio il mio io più feroce, il mio oscuro e fedele nocchiero, il fratello mio carceriere, che nella torre da me costruita mi ha rinchiuso, e nelle mie mani ha gettato la chiave.
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Non sono mai riuscito a scappare, con me di guardia a impedirmi la fuga. Ho atteso paziente nel buio di cogliermi in fallo e fuggire lontano. Tagliato fuori dal mondo, sono l’anima dannata messa a guardia del mio inferno, sono l’assassinato e l’omicida, sono il mio doppio e l’incontro allo specchio è presagio di morte.
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Sono Mozart e Salieri, Caino e Abele, sono Iago e Otello e sono sempre io la mia Lady Macbeth. Attendo da tanto, ma il giorno è arrivato: cala la tela sul mio esilio malato.
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Un asino raglia e mi dà la sveglia. Non voglio più frequentarmi, non voglio neanche parlarmi. Taglio ogni legame con la mia parte più scura, con un netto colpo di scure.
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In un vuoto ospedale, allo psichiatra cadono la penna e la mascella quando cedo il passo al mio ospite indesiderato, che giunge non appena chiamato. Arriva e taglia le parole con il suo acido sarcasmo, che marca la distanza tra i suoi sogni pantagruelici e i miei tenui desideri di piccola taglia.
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Taglio corto. Sono io la mia ombra. E non posso tagliarmela via.
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Quindi continua a tagliarmi, a farmi a pezzi e divorarmi, e poi corro per mille miglia lontano da me, prima che la mia paura ti raggiunga ovunque e ti preghi di tornare.
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Ora taglia l’ombra l’affilato fascio di luce. Taglia l’aria il suo sguardo d’ambra, che mi toglie il respiro, che come un maglio mi schiaccia. Squarcia l’armatura e la cotta di maglia fino a tagliarmi la pelle.
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Toglimi il cuore, dacci un taglio e portatelo via, perché già ti appartiene.
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Torniamo alla torre, rimettiti in guardia. È stato solo un momento, ma è già passato. Di te ho bisogno, tu mi dai fiato. È sempre stato così da quando son nato, ritagliandosi un posto nel mio Spazio Mentale Occupato.
